Video: strappo di un affresco

Il filmato risale probabilmente alla fine degli anni ’50 - inizio ’60. Vi sono documentate le fasi dello strappo di un affresco, situato in una nicchia trecentesca forse riscoperta sotto un sovramattone, eseguito da un operatore, sotto la direzione del restauratore Giuseppe Rosi.

Nelle prime immagini viene effettuata una blanda pulitura e una verifica della resistenza del colore con acqua deionizzata e bisturi. Successivamente viene applicata su tutta la superficie dell’affresco colla animale forte sciolta a bagnomaria e stesa calda, il più fluida possibile, con pennello di setola; su tutto il dipinto  viene poi steso il “cencio di nonna”, un tessuto di cotone molto leggero, con eventuali aggiunte se non è sufficiente un unico pezzo. Una volta asciugato il primo strato, ne viene applicato un secondo con una tela di canapa più spessa e resistente.

La fase dello strappo, è stata sicuramente filmata uno o due giorni dopo le fasi appena descritte, perché  può essere compiuta solo se l’intelaggio è ben asciutto. Con una leggera trazione da un lato e tirando viene via la superficie pittorica; a volte,  come in questo caso, le prime stesure del colore non vengono asportate perché compenetrate con l’intonaco.

Il video non mostra le successive operazioni di restauro, ovvero:

- la foderatura, eseguita abitualmente con telo di canapa e un adesivo (in quel periodo si usava il caseato di calcio, successivamente vinavil e resine acriliche) sul retro dello strato di colore, necessaria per poi rimuovere le tele applicate sul davanti con acqua calda e vapore;

- l’applicazione su nuovo supporto, in masonite in triplice strato, molto diffuso fino alla metà degli anni 60,  negli anni successivi sarebbero stati invece usati  supporti in resina poliestere e fibra di vetro;

- il restauro pittorico con colori ad acquerello o con caseato d’ammonio.

                                                                                                                        

                                                                                                     Fabrizio Bandini